I rimedi per l’incontinenza fecale, dalla dieta alla chirurgia

Il fenomeno delle perdite accidentali e involontarie di feci è considerato a tutt’oggi un vero e proprio tabù in ambito medico. Sui mezzi di informazione se ne sente parlare poco ed è forse anche per questo motivo che le persone che ne vengono colpite sono in genere piuttosto reticenti a parlarne con chi di dovere: il proprio medico di famiglia o, figura ancor più indicata, il proctologo.

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Oggi vogliamo dare una speranza alle persone colpite da questa seria forma di disturbo, che ne subiscono pesantemente gli effetti nella loro vita quotidiana: esistono rimedi per l’incontinenza fecale, ma tenersi tutto per sé non aiuterà certo a ritrovare la salute. Per questo motivo, si raccomanda innanzitutto di rivolgersi a un dottore per contare su un’assistenza medica qualificata.

Ad esempio esistono metodi chirurgici efficaci e mini-invasivi, come il “THD Gatekeeper”, che sopperiscono alle lacune “meccaniche” dello sfintere ripristinandone in modo corretto la continenza e riducendo – o addirittura arrestando – il manifestarsi dei sintomi dell’incontinenza.

Altre volte già solo con un semplice cambio di dieta si ottengono miglioramenti tangibili: ad esempio è stato dimostrato che consumando maggiori quantità di fibre (oltre i 25-30 grammi al giorno) la massa fecale diventa più compatta e quindi le perdite di sostanze liquide dallo sfintere tendono a ridursi; le fibre sono molto utili anche nel caso contrario, quando l’incontinenza è legata alla stitichezza, in quanto ammorbidiscono le feci e ne facilitano l’eliminazione.

 

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