L’olio d’oliva e la dieta mediterranea: eccellenze nostrane

A partire dai primi anni ‘50 e negli anni immediatamente successivi al secondo dopoguerra, il fisiologo statunitense Ancel Keys si interessò alle tradizioni culinarie tipiche dei Paesi che affacciano sul Mar Mediterraneo, con particolare attenzione per i regimi alimentari dell’Italia e della Grecia. Nonostante le condizioni di vita povere e un gap tecnologico notevole nei confronti delle realtà più progredite dell’epoca, le popolazioni dell’area mediterranea mostravano un’aspettativa di vita più alta rispetto alla media globale. Lo studioso postulò la possibilità che il merito fosse da attribuire alle tradizioni alimentari del posto.

La dieta mediterranea

La dieta mediterranea verte in particolare sul consumo di alimenti tipici della vita frugale quali verdure, ortaggi, frutta, latticini e sul consumo di olio extravergine d’oliva. Il tipo di alimentazione preso in considerazione da Keys era quello tipico, in particolare, dei popoli del Mezzogiorno d’Italia e della Grecia. In quelle aree fu riscontrata una correlazione tra abitudini alimentari e incidenza di malattie legate, in particolare, all’attività cardiovascolare e all’incidenza del fenomeno tumorale, entrambi nettamente inferiori alla media.

L’olio extravergine pugliese, calabrese, toscano; i vini, le produzioni agricole, gli allevamenti locali sono parte integrante del sistema sociale e tradizionale di quelle zone ma sono anche i pilastri che sorreggono un sistema produttivo sano, virtuoso e a cui ispirarsi, vero e proprio modello di vita. Non a caso, nel novembre del 2010, il regime alimentare tipico di Italia, Grecia, Spagna e Marocco è stato inserito nella lista dei patrimoni culturali immateriali dell’umanità da parte dell’UNESCO. Il medesimo riconoscimento è stato attribuito, nel 2013, anche a Portogallo, Croazia e Cipro.

L’olio extravergine d’oliva

Tra gli alimenti che meglio rappresentano la dieta mediterranea, un ruolo di primo piano spetta certamente all’olio extravergine d’oliva. Perché un olio d’oliva possa essere commercializzato con l’etichettatura ‘extravergine’, deve rispettare severi parametri di qualità varati direttamente dall’Unione Europea. In particolare, l’olio deve presentare un tasso di acidità non superiore allo 0,8% ed essere ottenuto esclusivamente mediante sistemi di estrazione meccanica a freddo a temperatura inferiore ai 28 gradi.

L’olio extravergine d’oliva ha proprietà organolettiche che giovano alla salute dell’uomo. Il consumo frequente di olio extravergine apporta benefici che interessano, tra le altre, il sistema cardio-circolatorio, la regolazione del colesterolo, la prevenzione dei tumori. L’alimento permette di abbassare l’incidenza di patologie quali il diabete e di quelle legate al sistema gastrico, all’invecchiamento delle cellule cerebrali. Esso ha anche effetti benefici sulla regolazione dell’ansia e sulle proprietà mnemoniche.

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